“la mia prima esperienza politica come assessore comunale”
(agosto 2008 – maggio 2010)

Antonio Scalia e la politica: esperienza positiva nonostante tutto?

 “Il bilancio di questi due anni da amministratore pubblico, per quel che mi riguarda è positivo. Ho avuto la possibilità di comprendere appieno quelle che sono le esigenze della città e quali le istanze dei cittadini. Ho conosciuto ‘dall’interno’ l’apparato amministrativo pubblico ed apprezzato molte persone di alto valore, professionale e umano. È stata una grande responsabilità che ho accettato totalmente e che mi ha consentito di qualificare e identificare meglio quello che dovrebbe essere l’attività e il ruolo di un amministratore pubblico.”

 Avere un politico in famiglia cosa ha significato?

 “Mio Padre, che ha dedicato la sua vita interamente alla politica raccogliendo un ampio consenso, mi ha sempre consigliato di costruirmi una solida attività professionale, anche da un punto di vista economico: in tal modo – mi diceva – se un giorno avessi voluto mettermi al servizio della collettività rivestendo un incarico politico, lo avrei potuto fare senza dover giungere a compromessi e con la serenità di chi, con quell’incarico, non deve necessariamente viverci. Io ho seguito i suoi consigli e mi sono avvicinato alla politica solo da due anni, all’età di 46, accettando con entusiasmo l’incarico pubblico soprattutto per il grande desiderio di poter dare un contributo alla mia Città, dove già da tempo mi sono stabilito dopo aver vissuto molti anni tra Roma e Milano. E, grazie a quei consigli, ho potuto operare in assoluta autonomia, senza subire pressioni, prendendo ogni mia decisione nell’interesse della collettività e mettendo tutte le esperienze professionali acquisite al servizio di Catania. Ecco perché considero questa esperienza molto positiva.”

 Esperienza archiviata da non ripetere?

 “Ovviamente questa fase non si è chiusa con la fine del mio incarico pubblico, ma rappresenta un’esperienza che continua perché la Città ha bisogno di tutti ed in particolare di tutte quelle professionalità che vogliono investire e si vogliono mettere in gioco per migliorare le cose, al di là dei proclami e delle appartenenze.”

 Qualche riferimento in particolare?

 “Nessuno e tutti. Vorrei chiarire in modo inequivocabile, infatti, che, per quanto riguarda Catania, la questione della sua gestione non si può certo ridurre alla compilazione di liste tra buoni e cattivi, e relative contrapposizioni sistematiche. Per amministrare bene e migliorare questa città, bisognerebbe invece, rispondere ad una logica di cooperazione solidale, perché i problemi e le istanze sono tali da non poter essere affrontati e risolti senza l’apporto di tutte le intelligenze e le forze sane e disponibili. Magari coinvolgendo in tale azione anche quei tanti ‘cervelli’ catanesi migrati in altre Regioni e Paesi più sviluppati e tecnologicamente più avanzati del nostro, i quali, animati dalla voglia di contribuire alla crescita della propria Città d’origine, potrebbero essere desiderosi di ‘importare’ esperienze e conoscenze, accellerando il processo di sviluppo.”

 Parliamo di questi due anni di “nuova formazione”. Quali sono state le problematiche e quali le soluzioni messe in campo?

 “Beh, fare l’assessore senza poter disporre dei fondi necessari, non è stato semplice: sostituire la caldaia rotta dello spogliatoio di un impianto sportivo, acquistare la segnaletica per orientare i turisti verso siti d’arte, dotare di almeno un computer la segreteria dell’assessorato; diventano ‘montagne’ difficili da scalare. In assenza di risorse finanziarie, l’unica soluzione per risolvere gran parte dei problemi è quella di valorizzare ed ottimizzare l’impiego delle risorse umane disponibili, nonché costruire buoni rapporti con tutte le forze in campo, istituzionali e non, basati sul rispetto e sulla lealtà. E in tal senso, devo dire che quello che sono riuscito a fare in questi due anni lo devo soprattutto al rapporto corretto e leale avuto con il Sindaco, alla professionalità e al supporto avuto dalla gran parte dei dirigenti e dipendenti comunali, nonché alla grande disponibilità e collaborazione ricevuta dalle Municipalità cittadine e dai loro Presidenti. Ovviamente, per poter raggiungere alcuni importanti obiettivi, è stato fondamentale aver creato un rapporto diretto e costruttivo con il Consiglio comunale, basato sul confronto delle idee: grazie a questa attività collaborativa, sono state approvate importanti delibere, quali il Regolamento sulle sponsorizzazioni, quello sulla concessione in gestione degli impianti sportivi, nonché la convenzione con il Calcio Catania per l’utilizzo dello Stadio.”

 Tra pubblico e privato c’è molta differenza?

 “La mia esperienza e cultura economico-aziendale, mi ha sempre spinto a tradurre, anche nel settore ‘pubblico’, le filosofie, i principi e le tecniche maturate nel settore ‘privato’: l’applicazione di criteri di merito nella selezione del personale; una corretta gestione delle risorse umane, privilegiando il rapporto diretto con i dipendenti, rispettando sempre la loro dignità e gratificando, quando ben fatto, il lavoro svolto; cercare, infine, di creare in tutti i dipendenti comunali un ‘senso di appartenenza’ all’Ente in vista del raggiungimento della nostra mission: la soddisfazione del nostro cliente, cioè del “cittadino”. Su queste basi, all’interno di ogni ufficio, siamo riusciti a creare un clima di fiducia, rispetto e collaborazione reciproca che ha reso possibile, pur in assenza di risorse finanziarie, il raggiungimento di importanti obiettivi e la valorizzazione di professionalità all’interno della pubblica amministrazione, fino a poco tempo prima rimaste nascoste. Posso sicuramente affermare che la crisi finanziaria del Comune di Catania, comportando l’annullamento pressoché totale di consulenze esterne, si è trasformata in ‘opportunità’ per molti validi dipendenti che hanno finalmente avuto la possibilità di giocarsi le loro chances e dimostrare il proprio valore.

Certo, dispiace non poter portare avanti insieme a loro i progetti avviati con tanto entusiasmo, ma se sarà completato il lavoro iniziato, per me sarà comunque una grande soddisfazione e una grande gioia. Io ero e resto ‘per Catania’ e continuerò a tifare per questa Città.”

 Lei era titolare di numerose deleghe: dallo sport al tempo libero, dal turismo al mare, dalle sponsorizzazioni alla viabilità. Cosa è stato realizzato nello specifico?

 “Innanzitutto partirei dalla Sponsorizzazioni. Provenendo dal settore privato, non mi fu difficile intuire che per un Comune in crisi finanziaria, qual è quello di Catania, le sponsorizzazioni private possono rappresentare una vera e propria ancora di salvezza. Anche in tal caso, la crisi si può trasformare in ‘opportunità’ e obbligare l’Amministrazione comunale ad ‘aprirsi’ ai privati, considerandoli veri e propri partner e cercando di creare continue sinergie con essi. Ecco perché, a fine 2008, presentai e feci approvare dal Consiglio Comunale il “Regolamento sulle sponsorizzazioni” che, introducendo procedure agevolate e trasparenti, ha reso possibile reperire nuove risorse finanziarie che hanno permesso, ai miei uffici del servizio “Tempo Libero” di organizzare oltre 200 eventi ‘a costo zero’: dal Concerto di Natale all’Estate catanese, dalla Corricatania al Trofeo di S. Agata, dal “Natale in curva” con i Babbo Natale paracadutati da un aereo dentro lo Stadio per portare i doni ai bambini fino alla prima edizione del Palio delle Municipalità, e ancora gli Stati Generali, il ‘Welcome croceristi’, il bus turistico scoperto e la riqualificazione del playground di basket di piazza Nettuno. E nell’estate che arriva, sempre grazie a sponsorizzazioni private, si realizzeranno senza costi per la cittadinanza i quattro solaria sul lungomare e si completerà l’Asse Attrezzato, che finalmente collegherà Corso Indipendenza con la Plaja, con grandi benefici per il traffico cittadino. Possiamo certamente affermare che oggi Catania si può considerare, almeno nel Meridione, una Città pioniera nel settore delle sponsorizzazioni, anticipando di qualche anno l’introduzione ‘a regime’ del federalismo, che imporrà ai Comuni l’obbligo di acquisire in modo autonomo le risorse necessarie ai propri fabbisogni.

 Secondo un recente sondaggio del ‘Sole24ore’, Catania risulta essere la città più sportiva del Meridione, per numero di squadre di vertice e atleti tesserati nelle varie federazioni sportive: cosa si è potuto fare per lo Sport cittadino, considerata la carenza di risorse finanziarie?

 Nell’ambito dello Sport ‘di vertice’, ho innanzitutto ricostruito un rapporto sereno e costruttivo con il Calcio Catania e con il suo management, portando in Consiglio Comunale il rinnovo della convenzione per lo stadio e creando una sinergia Squadra-Comune, che ha giovato sicuramente all’immagine della Città e che ha già prodotto alcuni risultati importanti in campo sociale come la creazione a Librino, nell’impianto comunale S. Teodoro, della Scuola Calcio Catania, gratuita per oltre 300 bambini del quartiere. Il Catania Calcio è una società sana, ben gestita e con grandi progetti, tra cui la costruzione del nuovo stadio, al cui progetto stavamo lavorando insieme all’urbanistica. E’ sicuramente una delle ‘eccellenze’ della nostra Città, che porta in giro per il mondo l’immagine di Catania: ecco perché, nella mia azione amministrativa, ho sempre cercato i punti d’incontro con la Società e non ho mai fatto mancare il supporto, anche morale, dell’amministrazione comunale anche nei momenti più difficili della stagione appena conclusa, quando la squadra si trovava all’ultimo posto in classifica. Perché il Catania in serie A, oltre ad essere un motivo d’orgoglio per tutti noi, è anche un grande affare per la Città intera: pensate che il goal da centrocampo di Mascara contro il Palermo oppure il suo ‘cucchiaio’ su rigore contro l’Inter, sono stati visti in tv, grazie ai satelliti, da quasi due miliardi di persone; rispetto all’indotto (specie in termini di visibilità turistica) che questa azione di marketing genera per la Città, qualsiasi altra considerazione sulla convenienza o meno di creare buoni rapporti con la Società, viene meno.

Ho cercato poi, nei limiti del possibile, di venire sempre incontro alle richieste delle squadre cittadine ‘di vertice’ operanti negli altri sport, per garantire la regolarità delle partite di campionato e dei loro allenamenti. Alcune di queste, vere e proprie ‘ambasciatrici’ dello sport catanese nel mondo. E però innegabile che la complessiva graduale diminuzione dei contributi erogati a loro favore, dovuta alla crisi finanziaria degli enti locali territoriali, rende particolarmente difficile la loro stessa sopravvivenza nelle serie maggiori. C’è poi da considerare che, paradossalmente, la prolungata permanenza nella massima serie del Calcio Catania, con i livelli mondiali di diffusione mediatica raggiunti ormai dal calcio professionistico, fa sì che praticamente tutti i potenziali sponsor, privati e non, trovino più conveniente sponsorizzare la squadra del presidente Pulvirenti, piuttosto che le squadre ‘di vertice’ dei c.d. ‘sport minori’, rendendo la situazione ancora più difficile. Ed è in questo senso che, insieme al direttore Pietro Lo Monaco, stavamo lavorando al progetto di una polisportiva che attuasse una sinergia solidale tra il Calcio Catania e le squadre professionistiche cittadine operanti negli altri sport.

 Ma lo Sport non è solo quello di ‘vertice’……

 Lo so benissimo. Ed è per questo che, per quanto concerne la malmessa impiantistica sportiva comunale, sin dai primi mesi del mio assessorato ho costituito un ‘gruppo di lavoro’, formato da tecnici dell’ufficio manutenzione impianti sportivi e dei lavori pubblici, che hanno redatto progetti definitivi per la ristrutturazione dei più importanti impianti sportivi catanesi: riqualificazione dei complessi polisportivi San Teodoro e Villa Fazio a Librino, dello stadio Goretti di rugby, della piscina di Nesima, nuovi manti in erba artificiale di nuova generazione per i campi di calcio, ed altro ancora. Questo ‘piano programma’ è stato poi fatto proprio dalla Giunta con apposita delibera e successivamente presentato alla Regione Sicilia. Oggi Catania si trova questi progetti già pronti per chiederne la copertura finanziaria attraverso gli interventi FESR 2007-2013.

Per quanto riguarda la gestione e manutenzione degli oltre 30 impianti sportivi comunali, pur tra mille difficoltà dovute soprattutto alla mancanza di risorse finanziarie e grazie al grande lavoro svolto dai dipendenti dell’Ufficio sport, siamo riusciti ad assicurarne sempre la regolare apertura e il regolare svolgimento di campionati e allenamenti, favorendo le categorie più deboli e venendo incontro alle esigenze di tutte le società, applicando regole uguali per tutti. Abbiamo rilanciato e valorizzato alcuni importanti impianti, come ad esempio la piscina di Nesima che in due anni non è mai rimasta chiusa un solo giorno. Per migliorare l’efficienza qualitativa dei nostri impianti e vista l’inadeguatezza delle risorse comunali per la loro ordinaria manutenzione, nel febbraio scorso ho redatto e fatto approvare dal Consiglio il “Regolamento per la concessione in uso e in gestione degli impianti sportivi”, con il quale si potrà affidare, previa apposita delibera del Consiglio e gara ad evidenza pubblica, la loro gestione ad enti ed associazioni senza scopo di lucro, privilegiando nell’assegnazione criteri quali il radicamento sul territorio, le categorie svantaggiate e l’applicazioni di tariffe sociali: tutto ovviamente sotto il controllo dell’amministrazione comunale. Proprio in questi giorni sono stati pubblicati sul sito del Comune i primi avvisi esplorativi, propedeutici all’affidamento in gestione di quegli impianti comunali aventi maggiore rilevanza sociale. Spero che la nuova amministrazione prosegua nel solco già tracciato delle ‘esternalizzazioni’, poiché sono convinto che, in assenza di risorse finanziarie e come avvenuto nella maggior parte dei Comuni d’Italia, questa sia l’unica strada per migliorare l’efficienza qualitativa degli impianti comunali e rilanciare lo sport a Catania.

 Anche perché Catania ospiterà a breve alcuni grandi eventi sportivi.

 Sì, infatti siamo riusciti ad ottenere per Catania il girone di semifinale, con l’Italia, dei mondiali di pallavolo che si terranno alla fine del prossimo settembre e, nel 2011, il campionato del mondo di scherma, battendo ‘all’ultimo voto’ la concorrenza della più quotata Budapest. Per ospitare i mondiali di volley, sono stati avviati lavori di ristrutturazione del PalaCatania, mentre per quelli di scherma sarà finalmente reso agibile il bellissimo PalaNesima. Inoltre, ci siamo attivati per riportare i grandi eventi allo Stadio Massimino, riuscendo ad organizzare una tappa del Fiorello Tour 2010 per il prossimo 30 giugno.”

 E per quanto concerne il Turismo, settore da sempre sicuramente poco valorizzato se si considerano le potenzialità di Catania?

 “Anche nel Turismo, dove il compito dell’assessorato comunale è quello dell’accoglienza turistica, si è fatto molto, specie se si considera che nel 2009 la capacità di spesa del Comune per questo settore è stata di……1.000 euro! Grazie a sponsor privati, alla collaborazione della stazione marittima del Porto e alla bravura dei dipendenti comunali dell’Ufficio Turismo, abbiamo organizzato il servizio “Welcome croceristi” che accoglie con la musica, i colori e i sapori della Sicilia le migliaia di croceristi che sbarcano a Catania, fornendo loro tutte le informazioni per lo shopping o per le visite della Città. Per combattere i ‘ciceroni’ improvvisati e l’abusivismo, abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con l’Associazione guide turistiche per visite guidate a tariffe agevolate e servizi gratuiti di guida turistica per le rappresentanze straniere in visita al Comune di Catania. Un accordo di massima era pronto anche con i tassisti per garantire tariffe chiare e trasparenti al Porto. Anche nell’area arrivo bagagli dell’Aeroporto e alla stazione sono pronti analoghi servizi di accoglienza turistica, grazie a  protocolli d’intesa con la Sac e con l’Amt. E’ stata posizionata una nuova segnaletica stradale che dall’aeroporto conduce al nostro Information Point di via V. Emanuele e a Piazza Duomo. In totale assenza di risorse finanziarie e utilizzando esclusivamente le professionalità interne all’amministrazione, abbiamo realizzato il sito www.comune.catania.it/turismo, quotidianamente aggiornato, in cui si possono acquisire qualunque genere di mappe e informazioni turistiche su Catania. E’ stato attivato a Catania il ‘bus turistico scoperto’, di colore giallo, che partendo dal Duomo consente al turista di visitare in un’ora i luoghi più belli di Catania. E’ stato realizzato con Sky un film di promozione turistica di Catania, diffuso su vari canali satellitari e in molte scuole cittadine, che può essere visto su www.familylifetv.it/video/catania.  Abbiamo partecipato, come promotori, agli incontri propedeutici al costituendo distretto turistico tematico “Sud-Est –Unesco”.

 Molti altri progetti erano, poi, in cantiere per programmare e valorizzare turisticamente al meglio i nostri due maggiori eventi di rilevanza religiosa e artistica mondiale: la Festa di Sant’Agata e il Festival Belliniano. Tutto questo se solo avessimo potuto disporre di tempo e di risorse adeguate.

 Certo, dispiace dover constatare come Catania non sia finora riuscita a valorizzare forse il patrimonio più grande che possiede in chiave turistica: il Porto, situato nel Centro della Città. Basterebbe vedere i Porti di Marsiglia e Valencia (senza dover citare sempre Barcellona), per capire come una Città potrebbe sviluppare la propria economia ‘aprendo’ il proprio Porto alla Città e ai turisti. E, considerando la sua posizione strategica, immaginare il nostro Porto senza barriere, percorribile piacevolmente a piedi o in bici, pieno di vita e di attrazioni, senza Tir e containers, potrebbe costituire una naturale ‘cerniera’ tra il nostro meraviglioso Centro storico e una Plaja riqualificata, elevando notevolmente la qualità della vita per i catanesi e costituendo un’attrazione turistica difficilmente riscontrabile in altri Paesi.”

 E, visto che parliamo di porto, coste e spiagge, riguardo alla delega al Mare cosa è stato fatto nel periodo del suo assessorato?

 “Anche per il Mare ritengo si sia fatto molto, soprattutto, tengo a precisarlo, per la grande abnegazione al lavoro da parte di alcuni funzionari comunali. Lo scorso anno abbiamo provveduto alla demolizione dei c.d. “ecomostri” in cemento nella spiaggia libera n.2, che da molti anni la deturpavano. Una corretta programmazione nella progettazione e nella richiesta delle necessarie autorizzazioni, unita ad un importante lavoro di coordinamento con le altre Autorità preposte, specialmente con la Capitaneria di Porto, ha consentito la scorsa estate la regolare apertura delle tre spiagge libere della Plaja e di due solaria nel lungomare, con la creazione di una piattaforma dedicata a soggetti diversamente abili nella spiaggetta di S. G. Li Cuti.

Anche per quest’estate abbiamo programmato tutto per tempo e abbiamo anche realizzato il progetto per un ulteriore solarium nell’area adiacente la spiaggetta di S. G. Li Cuti. I costi della costruzione dei quattro solaria saranno coperti da sponsorizzazioni private, mentre la gestione e manutenzione sia dei solaria che delle tre spiagge libere è stata affidata a privati, tramite gara ad evidenza pubblica, consentendo un integrale abbattimento dei costi per l’Amministrazione, a fronte di servizi sicuramente migliori resi ai cittadini e alle categorie svantaggiate.”

 Parliamo di Viabilità. Quali progetti, ancora in corso di realizzazione, ha lasciato in eredità ai suoi successori?

 “Ho ricevuto la delega alla Viabilità solo nel novembre 2009. In poco tempo, tuttavia, grazie alla grande esperienza dei dirigenti e dipendenti dell’Ufficio Traffico Urbano e in piena collaborazione con i Presidenti delle rispettive Municipalità, sono stati messi in atto nuovi piani di viabilità nelle zone di Picanello e Galermo, che hanno portato un traffico più fluido e una migliore accessibilità pedonale. Ed altri ne sono stati progettati e pronti per essere attuati (via Dusmet e Via Vincenzo Giuffrida). In tema di Mobilità è da mesi all’opera un gruppo di lavoro, composto dalle massime espressioni professionali del comparto che, in sintonia con l’assessorato, ha elaborato il decalogo della mobilità sostenibile, che rappresenta la ‘cornice’ al cui interno dovranno essere collocate tutte le decisioni operative in materia. Il decalogo è stato presentato durante gli Stati Generali e prevede al primo punto l’inversione dell’ordine di priorità delle componenti fondamentali del traffico urbano: al primo posto il pedone, poi la bici, quindi il mezzo pubblico, poi l’auto e alla fine la sosta. Sulla base di tali principi generali, sarà elaborato entro fine anno il Piano Generale del Traffico Urbano. L’obiettivo prefissato è quello di potenziare il trasporto pubblico locale, disincentivando l’utilizzo dell’auto privata e favorendo la pedonalità e l’uso della bicicletta, ampliando le isole pedonali e le ZTL, in modo che Catania possa raggiungere in pochi anni i livelli di mobilità sostenibile delle più moderne città europee. Oggi sembra fantascienza ma, con una giusta programmazione e una buona dose di coraggio da parte dell’Amministrazione, unita ad un continuo dialogo con gli altri enti ed istituzioni correlate al settore della mobilità, questo obiettivo sarà raggiungibile in molto meno tempo di quanto si possa immaginare. Tra i progetti già approntati negli scorsi mesi dal mio assessorato e dal gruppo di lavoro, che saranno resi esecutivi non appena interverranno i relativi finanziamenti, vi sono quelli inerenti all’utilizzazione del parcheggio scambiatore “Due Obelischi” e all’istituzione di una linea di trasporto pubblico con corsie protette che collegherà in 25 minuti tale parcheggio con Piazza Stesicoro (c.d. Bus Rapid Transit). Un primo risultato immediato è comunque già stato raggiunto: finalmente a Catania si è acquisita la giusta sensibilità per considerare la mobilità come la sfida più importante, insieme a quella relativa all’Urbanistica, per cambiare realmente il volto della nostra Città.”

 Ha qualcosa da consigliare alla nuova Giunta?

 “Ovviamente salta all’occhio che, per amministrare, bisogna avere conoscenza approfondita dei meccanismi della burocrazia. Io, pur avendo una preparazione professionale riguardante proprio la gestione di sistemi complessi, ho impiegato qualche mese prima di coniugare i regolamenti, le procedure e le risorse umane. Ritengo che sia questo il nodo strategico di cui i nuovi assessori dovranno tenere conto, perché tutta l’azione di un amministratore può essere vanificata nel momento in cui uno di questi fattori si inceppa.

Mi sembra comunque doveroso fare un appello al rispetto del lavoro fatto da tutti noi predecessori, al fine di continuare, recuperare e valorizzare tutto ciò che è stato progettato per il miglioramento del sistema Città. Per il resto, rimango convinto che la nuova Giunta sarà all’altezza dell’arduo compito anche se, inizialmente, dovrà spendere un po’ di tempo per prendere confidenza con questa complicata macchina, prima di poter operare concretamente.

Auguro, comunque, alla nuova squadra buon lavoro e alla Città di continuare a collaborare per la propria rinascita attraverso un’azione di stimolo e di vigilanza costruttiva.”

 Quali progetti ha per il futuro? E in politica è un addio o un arrivederci?

“Dal giorno successivo alla fine del mio mandato, ho ripreso a pieno ritmo la mia attività professionale e imprenditoriale. Sono dottore commercialista e da oltre 20 anni, oltre ad esercitare la libera professione, ho una mia scuola di formazione per laureati in facoltà economico-giuridiche, con sede a Roma e operante in tutta Italia. Ho tuttavia già ribadito la mia volontà nel continuare ad essere presente nella Città e per la Città e, se ci sarà ancora bisogno di dare una mano, io non mi tirerò certo indietro. Non è certo una carica politica che fa la differenza.”

 (P.S.: chi volesse porre domande o chiedere chiarimenti al Dott. Scalia, può inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica:  antonio.scalia@mixernet.it )

Antonio Scalia           

 


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