Antonio Scalia e la politica: esperienza positiva nonostante tutto?
“Il bilancio di questi due
anni da amministratore pubblico, per quel che mi riguarda è positivo. Ho avuto
la possibilità di comprendere appieno quelle che sono le esigenze della città e
quali le istanze dei cittadini. Ho conosciuto ‘dall’interno’ l’apparato
amministrativo pubblico ed apprezzato molte persone di alto valore,
professionale e umano. È stata una grande responsabilità che ho accettato
totalmente e che mi ha consentito di qualificare e identificare meglio quello
che dovrebbe essere l’attività e il ruolo di un amministratore pubblico.”
Avere un politico
in famiglia cosa ha significato?
“Mio Padre, che ha dedicato
la sua vita interamente alla politica raccogliendo un ampio consenso, mi ha
sempre consigliato di costruirmi una solida attività professionale, anche da un
punto di vista economico: in tal modo – mi diceva – se un giorno avessi voluto
mettermi al servizio della collettività rivestendo un incarico politico, lo
avrei potuto fare senza dover giungere a compromessi e con la serenità di chi,
con quell’incarico, non deve necessariamente viverci. Io ho seguito i suoi
consigli e mi sono avvicinato alla politica solo da due anni, all’età di 46,
accettando con entusiasmo l’incarico pubblico soprattutto per il grande
desiderio di poter dare un contributo alla mia Città, dove già da tempo mi sono
stabilito dopo aver vissuto molti anni tra Roma e Milano. E, grazie a quei consigli, ho potuto operare in assoluta autonomia, senza subire pressioni, prendendo ogni
mia decisione nell’interesse della collettività e mettendo tutte le esperienze
professionali acquisite al servizio di Catania. Ecco perché considero questa
esperienza molto positiva.”
Esperienza
archiviata da non ripetere?
“Ovviamente questa fase non
si è chiusa con la fine del mio incarico pubblico, ma rappresenta un’esperienza
che continua perché la Città ha bisogno di tutti ed in particolare di tutte
quelle professionalità che vogliono investire e si vogliono mettere in gioco per
migliorare le cose, al di là dei proclami e delle appartenenze.”
Qualche
riferimento in particolare?
“Nessuno e tutti. Vorrei
chiarire in modo inequivocabile, infatti, che, per quanto riguarda Catania, la
questione della sua gestione non si può certo ridurre alla compilazione di liste
tra buoni e cattivi, e relative contrapposizioni sistematiche. Per amministrare
bene e migliorare questa città, bisognerebbe invece, rispondere ad una logica di
cooperazione solidale, perché i problemi e le istanze sono tali da non poter
essere affrontati e risolti senza l’apporto di tutte le intelligenze e le forze
sane e disponibili. Magari coinvolgendo in tale azione anche quei tanti
‘cervelli’ catanesi migrati in altre Regioni e Paesi più sviluppati e
tecnologicamente più avanzati del nostro, i quali, animati dalla voglia di
contribuire alla crescita della propria Città d’origine, potrebbero essere
desiderosi di ‘importare’ esperienze e conoscenze, accellerando il processo di
sviluppo.”
Parliamo di questi
due anni di “nuova formazione”. Quali sono state le problematiche e quali le
soluzioni messe in campo?
“Beh, fare l’assessore senza poter disporre dei fondi necessari, non
è stato semplice: sostituire la caldaia rotta dello spogliatoio di un impianto
sportivo, acquistare la segnaletica per orientare i turisti verso siti d’arte,
dotare di almeno un computer la segreteria dell’assessorato; diventano
‘montagne’ difficili da scalare. In assenza di risorse finanziarie, l’unica
soluzione per risolvere gran parte dei problemi è quella di valorizzare ed
ottimizzare l’impiego delle risorse umane disponibili, nonché costruire buoni
rapporti con tutte le forze in campo, istituzionali e non, basati sul rispetto e
sulla lealtà. E in tal senso, devo dire che quello che sono riuscito a fare in
questi due anni lo devo soprattutto al rapporto corretto e leale avuto con il
Sindaco, alla professionalità e al supporto avuto dalla gran parte dei dirigenti
e dipendenti comunali, nonché alla grande disponibilità e collaborazione
ricevuta dalle Municipalità cittadine e dai loro Presidenti. Ovviamente, per
poter raggiungere alcuni importanti obiettivi, è stato fondamentale aver creato
un rapporto diretto e costruttivo con il Consiglio comunale, basato sul
confronto delle idee: grazie a questa attività collaborativa, sono state
approvate importanti delibere, quali il Regolamento sulle sponsorizzazioni,
quello sulla concessione in gestione degli impianti sportivi, nonché la
convenzione con il Calcio Catania per l’utilizzo dello Stadio.”
Tra pubblico e privato c’è molta differenza?
“La mia esperienza e cultura economico-aziendale, mi ha sempre
spinto a tradurre, anche nel settore ‘pubblico’, le filosofie, i principi e le
tecniche maturate nel settore ‘privato’: l’applicazione di criteri di merito
nella selezione del personale; una corretta gestione delle risorse umane,
privilegiando il rapporto diretto con i dipendenti, rispettando sempre la loro
dignità e gratificando, quando ben fatto, il lavoro svolto; cercare, infine, di
creare in tutti i dipendenti comunali un ‘senso di appartenenza’ all’Ente in
vista del raggiungimento della nostra
mission: la soddisfazione del nostro cliente, cioè del “cittadino”. Su
queste basi, all’interno di ogni ufficio, siamo riusciti a creare un clima di
fiducia, rispetto e collaborazione reciproca che ha reso possibile, pur in
assenza di risorse finanziarie, il raggiungimento di importanti obiettivi e la
valorizzazione di professionalità all’interno della pubblica amministrazione,
fino a poco tempo prima rimaste nascoste. Posso sicuramente affermare che la
crisi finanziaria del Comune di Catania, comportando l’annullamento pressoché
totale di consulenze esterne, si è trasformata in ‘opportunità’ per molti validi
dipendenti che hanno finalmente avuto la possibilità di giocarsi le loro
chances e dimostrare il proprio
valore.
Certo, dispiace non poter portare avanti insieme a loro i progetti avviati con
tanto entusiasmo, ma se sarà completato il lavoro iniziato, per me sarà comunque
una grande soddisfazione e una grande gioia. Io ero e resto ‘per Catania’ e
continuerò a tifare per questa Città.”
Lei era titolare di numerose
deleghe: dallo sport al tempo libero, dal turismo al mare, dalle
sponsorizzazioni alla viabilità. Cosa è stato realizzato nello specifico?
“Innanzitutto partirei dalla
Sponsorizzazioni. Provenendo dal settore privato, non mi fu difficile intuire
che per un Comune in crisi finanziaria, qual è quello di Catania, le
sponsorizzazioni private possono rappresentare una vera e propria ancora di
salvezza. Anche in tal caso, la crisi si può trasformare in ‘opportunità’ e
obbligare l’Amministrazione comunale ad ‘aprirsi’ ai privati, considerandoli
veri e propri partner e cercando di
creare continue sinergie con essi. Ecco perché,
a fine 2008, presentai e feci approvare
dal Consiglio Comunale il “Regolamento sulle sponsorizzazioni” che, introducendo
procedure agevolate e trasparenti, ha reso possibile reperire nuove risorse
finanziarie che hanno permesso, ai miei uffici del servizio “Tempo Libero” di
organizzare oltre 200 eventi ‘a costo zero’: dal Concerto di Natale all’Estate
catanese, dalla Corricatania al Trofeo di S. Agata, dal “Natale in curva” con i
Babbo Natale paracadutati da un aereo dentro lo Stadio per portare i doni ai
bambini fino alla prima edizione del Palio delle Municipalità, e ancora gli
Stati Generali, il ‘Welcome croceristi’, il bus turistico scoperto e la riqualificazione del playground di basket di piazza
Nettuno. E nell’estate che arriva, sempre grazie a sponsorizzazioni
private, si realizzeranno senza costi per la cittadinanza i quattro solaria sul
lungomare e si completerà l’Asse Attrezzato, che finalmente collegherà Corso
Indipendenza con la Plaja, con grandi benefici per il traffico cittadino.
Possiamo certamente affermare che oggi Catania si può considerare, almeno nel
Meridione, una Città pioniera nel settore delle sponsorizzazioni, anticipando di
qualche anno l’introduzione ‘a regime’ del federalismo, che imporrà ai Comuni
l’obbligo di acquisire in modo autonomo le risorse necessarie ai propri
fabbisogni.
Secondo un recente sondaggio
del ‘Sole24ore’, Catania risulta essere la città più sportiva del Meridione, per
numero di squadre di vertice e atleti tesserati nelle varie federazioni
sportive: cosa si è potuto fare per lo Sport cittadino, considerata la carenza
di risorse finanziarie?
Nell’ambito dello Sport
‘di vertice’, ho innanzitutto ricostruito un rapporto sereno e costruttivo con
il Calcio Catania e con il suo management, portando in Consiglio Comunale il
rinnovo della convenzione per lo stadio e creando una sinergia Squadra-Comune,
che ha giovato sicuramente all’immagine della Città e che ha già prodotto alcuni
risultati importanti in campo sociale come la creazione a Librino, nell’impianto
comunale S. Teodoro, della Scuola Calcio Catania, gratuita per oltre 300 bambini
del quartiere. Il Catania Calcio è una società sana, ben gestita e con grandi
progetti, tra cui la costruzione del nuovo stadio, al cui progetto stavamo
lavorando insieme all’urbanistica. E’ sicuramente una delle ‘eccellenze’ della
nostra Città, che porta in giro per il mondo l’immagine di Catania: ecco perché,
nella mia azione amministrativa, ho sempre cercato i punti d’incontro con la
Società e non ho mai fatto mancare il supporto, anche morale,
dell’amministrazione comunale anche nei momenti più difficili della stagione
appena conclusa, quando la squadra si trovava all’ultimo posto in classifica.
Perché il Catania in serie A, oltre ad essere un motivo d’orgoglio per tutti
noi, è anche un grande affare per la Città intera: pensate che il goal da
centrocampo di Mascara contro il Palermo oppure il suo ‘cucchiaio’ su rigore
contro l’Inter, sono stati visti in tv, grazie ai satelliti, da quasi due
miliardi di persone; rispetto all’indotto (specie in termini di visibilità
turistica) che questa azione di marketing genera per la Città, qualsiasi altra
considerazione sulla convenienza o meno di creare buoni rapporti con la Società,
viene meno.
Ho cercato poi, nei limiti del possibile, di venire sempre incontro alle
richieste delle squadre cittadine ‘di vertice’ operanti negli altri sport, per
garantire la regolarità delle partite di campionato e dei loro allenamenti.
Alcune di queste, vere e proprie ‘ambasciatrici’ dello sport catanese nel mondo.
E però innegabile che la complessiva graduale diminuzione dei contributi erogati
a loro favore, dovuta alla crisi finanziaria degli enti locali territoriali,
rende particolarmente difficile la loro stessa sopravvivenza nelle serie
maggiori. C’è poi da considerare che, paradossalmente, la prolungata permanenza
nella massima serie del Calcio Catania, con i livelli mondiali di diffusione
mediatica raggiunti ormai dal calcio professionistico, fa sì che praticamente
tutti i potenziali sponsor, privati e non, trovino più conveniente sponsorizzare
la squadra del presidente Pulvirenti, piuttosto che le squadre ‘di vertice’ dei
c.d. ‘sport minori’, rendendo la situazione ancora più difficile. Ed è in questo
senso che, insieme al direttore Pietro Lo Monaco, stavamo lavorando al progetto
di una polisportiva che attuasse una sinergia solidale tra il Calcio Catania e
le squadre professionistiche cittadine operanti negli altri sport.
Ma lo Sport non è solo quello di
‘vertice’……
Lo so benissimo. Ed è per questo che, per quanto concerne la
malmessa impiantistica sportiva comunale, sin dai primi mesi del mio assessorato
ho costituito un ‘gruppo di lavoro’, formato da tecnici dell’ufficio
manutenzione impianti sportivi e dei lavori pubblici, che hanno redatto progetti
definitivi per la ristrutturazione dei più importanti impianti sportivi
catanesi: riqualificazione dei complessi polisportivi San Teodoro e Villa Fazio
a Librino, dello stadio Goretti di rugby, della piscina di Nesima, nuovi manti
in erba artificiale di nuova generazione per i campi di calcio, ed altro ancora.
Questo ‘piano programma’ è stato poi fatto proprio dalla Giunta con apposita
delibera e successivamente presentato alla Regione Sicilia. Oggi Catania si
trova questi progetti già pronti per chiederne la copertura finanziaria
attraverso gli interventi FESR 2007-2013.
Per quanto riguarda la gestione e manutenzione degli oltre 30 impianti sportivi
comunali, pur tra mille difficoltà dovute soprattutto alla mancanza di risorse
finanziarie e grazie al grande lavoro svolto dai dipendenti dell’Ufficio sport,
siamo riusciti ad assicurarne sempre la
regolare apertura e il regolare svolgimento di campionati e allenamenti,
favorendo le categorie più deboli e venendo incontro alle esigenze di tutte le
società, applicando regole uguali per tutti. Abbiamo rilanciato e valorizzato
alcuni importanti impianti, come ad esempio la
piscina di Nesima che in due anni non è mai rimasta chiusa un solo giorno. Per migliorare l’efficienza
qualitativa dei nostri impianti e vista l’inadeguatezza delle risorse comunali
per la loro ordinaria manutenzione, nel febbraio scorso ho redatto e fatto
approvare dal Consiglio il “Regolamento per la concessione in uso e in gestione
degli impianti sportivi”, con il quale si potrà affidare, previa apposita
delibera del Consiglio e gara ad evidenza pubblica, la loro gestione ad enti ed
associazioni senza scopo di lucro, privilegiando nell’assegnazione criteri quali
il radicamento sul territorio, le categorie svantaggiate e l’applicazioni di
tariffe sociali: tutto ovviamente sotto il controllo dell’amministrazione
comunale. Proprio in questi giorni sono stati pubblicati sul sito del Comune i
primi avvisi esplorativi, propedeutici all’affidamento in gestione di quegli
impianti comunali aventi maggiore rilevanza sociale. Spero che la nuova
amministrazione prosegua nel solco già tracciato delle ‘esternalizzazioni’,
poiché sono convinto che, in assenza di risorse finanziarie e come avvenuto
nella maggior parte dei Comuni d’Italia, questa sia l’unica strada per
migliorare l’efficienza qualitativa degli impianti comunali e rilanciare lo
sport a Catania.
Anche perché Catania ospiterà
a breve alcuni grandi eventi sportivi.
Sì, infatti siamo riusciti ad ottenere per Catania il girone di
semifinale, con l’Italia, dei mondiali di pallavolo che si terranno alla fine
del prossimo settembre e, nel 2011, il campionato del mondo di scherma, battendo
‘all’ultimo voto’ la concorrenza della più quotata Budapest. Per ospitare i
mondiali di volley, sono stati avviati lavori di ristrutturazione del
PalaCatania, mentre per quelli di scherma sarà finalmente reso agibile il
bellissimo PalaNesima. Inoltre, ci siamo attivati per riportare i grandi eventi
allo Stadio Massimino, riuscendo ad organizzare una tappa del Fiorello Tour 2010
per il prossimo 30 giugno.”
E per quanto concerne il
Turismo, settore da sempre sicuramente poco valorizzato se si considerano le
potenzialità di Catania?
“Anche nel Turismo, dove il compito dell’assessorato comunale è
quello dell’accoglienza turistica, si è fatto molto, specie se si considera che
nel 2009 la capacità di spesa del Comune per questo settore è stata di……1.000
euro! Grazie a sponsor privati, alla collaborazione della stazione marittima del
Porto e alla bravura dei dipendenti comunali dell’Ufficio Turismo, abbiamo
organizzato il servizio “Welcome croceristi” che accoglie con la musica, i
colori e i sapori della Sicilia le migliaia di croceristi che sbarcano a
Catania, fornendo loro tutte le informazioni per lo
shopping o per le visite della Città. Per combattere i ‘ciceroni’ improvvisati e l’abusivismo, abbiamo
stipulato un protocollo d’intesa con l’Associazione guide turistiche per visite
guidate a tariffe agevolate e servizi gratuiti di guida turistica per le
rappresentanze straniere in visita al Comune di Catania. Un accordo di massima
era pronto anche con i tassisti
per garantire tariffe chiare e trasparenti al Porto. Anche nell’area arrivo
bagagli dell’Aeroporto e alla stazione
sono pronti analoghi servizi di accoglienza turistica, grazie a protocolli d’intesa con la Sac e con
l’Amt. E’ stata posizionata una nuova
segnaletica stradale che dall’aeroporto conduce al nostro Information Point
di via V. Emanuele e a Piazza Duomo. In totale assenza di risorse
finanziarie e utilizzando esclusivamente le professionalità interne
all’amministrazione, abbiamo realizzato il sito
www.comune.catania.it/turismo,
quotidianamente aggiornato, in cui si possono acquisire qualunque genere di
mappe e informazioni turistiche su Catania. E’ stato attivato a Catania il ‘bus
turistico scoperto’, di colore giallo, che partendo dal Duomo consente al
turista di visitare in un’ora i luoghi più belli di Catania. E’ stato realizzato
con Sky un film di promozione turistica di Catania, diffuso su vari canali
satellitari e in molte scuole cittadine, che può essere visto su
www.familylifetv.it/video/catania. Abbiamo
partecipato, come promotori, agli incontri propedeutici al costituendo distretto
turistico tematico “Sud-Est –Unesco”.
Molti altri progetti erano, poi, in cantiere per programmare e
valorizzare turisticamente al meglio i nostri due maggiori eventi di rilevanza
religiosa e artistica mondiale: la Festa di Sant’Agata e il Festival Belliniano.
Tutto questo se solo avessimo potuto disporre di tempo e di risorse adeguate.
Certo, dispiace dover constatare come Catania non sia finora
riuscita a valorizzare forse il patrimonio più grande che possiede in chiave
turistica: il Porto, situato nel Centro della Città. Basterebbe vedere i Porti
di Marsiglia e Valencia (senza dover citare sempre Barcellona), per capire come
una Città potrebbe sviluppare la propria economia ‘aprendo’ il proprio Porto
alla Città e ai turisti. E, considerando la sua posizione strategica, immaginare
il nostro Porto senza barriere, percorribile piacevolmente a piedi o in bici,
pieno di vita e di attrazioni, senza Tir e containers, potrebbe costituire una
naturale ‘cerniera’ tra il nostro meraviglioso Centro storico e una Plaja
riqualificata, elevando notevolmente la qualità della vita per i catanesi e
costituendo un’attrazione turistica difficilmente riscontrabile in altri Paesi.”
E, visto che parliamo di
porto, coste e spiagge, riguardo alla delega al Mare cosa è stato fatto nel
periodo del suo assessorato?
“Anche per il Mare ritengo si sia fatto molto, soprattutto,
tengo a precisarlo, per la grande abnegazione al lavoro da parte di alcuni
funzionari comunali. Lo scorso anno abbiamo provveduto alla
demolizione dei c.d. “ecomostri” in
cemento nella spiaggia libera n.2, che da molti anni la deturpavano. Una
corretta programmazione nella progettazione e nella richiesta delle necessarie
autorizzazioni, unita ad un importante lavoro di coordinamento con le altre
Autorità preposte, specialmente con la Capitaneria di Porto, ha consentito la
scorsa estate la regolare apertura delle
tre spiagge libere della Plaja e di due solaria nel lungomare, con la
creazione di una piattaforma dedicata a soggetti diversamente abili nella
spiaggetta di S. G. Li Cuti.
Anche per quest’estate abbiamo programmato tutto per tempo e abbiamo anche
realizzato il progetto per un ulteriore
solarium nell’area adiacente la spiaggetta di S. G. Li Cuti. I costi
della costruzione dei quattro solaria saranno coperti da sponsorizzazioni
private, mentre la gestione e manutenzione sia dei solaria che delle tre spiagge
libere è stata affidata a privati, tramite gara ad evidenza pubblica,
consentendo un integrale abbattimento dei costi per l’Amministrazione, a fronte
di servizi sicuramente migliori resi ai cittadini e alle categorie
svantaggiate.”
Parliamo di Viabilità. Quali progetti, ancora in corso di realizzazione, ha lasciato in eredità ai suoi
successori?
“Ho ricevuto la delega alla Viabilità solo nel novembre 2009. In
poco tempo, tuttavia, grazie alla grande esperienza dei dirigenti e dipendenti
dell’Ufficio Traffico Urbano e in piena collaborazione con i Presidenti delle
rispettive Municipalità, sono stati messi in atto
nuovi piani di viabilità nelle zone di
Picanello e Galermo, che hanno portato un traffico più fluido e una
migliore accessibilità pedonale. Ed altri ne sono stati progettati e pronti per
essere attuati (via Dusmet e Via Vincenzo Giuffrida). In tema di Mobilità è da
mesi all’opera un gruppo di lavoro, composto dalle massime espressioni
professionali del comparto che, in sintonia con l’assessorato, ha elaborato il
decalogo della mobilità sostenibile, che rappresenta la ‘cornice’ al cui interno
dovranno essere collocate tutte le decisioni operative in materia. Il decalogo è stato presentato durante gli Stati Generali e prevede al primo punto l’inversione
dell’ordine di priorità delle componenti fondamentali del traffico urbano: al
primo posto il pedone, poi la bici, quindi il mezzo pubblico, poi l’auto e alla
fine la sosta. Sulla base di tali principi generali, sarà elaborato entro fine
anno il Piano Generale del Traffico Urbano. L’obiettivo prefissato è quello di
potenziare il trasporto pubblico locale, disincentivando l’utilizzo dell’auto
privata e favorendo la pedonalità e l’uso della bicicletta, ampliando le isole
pedonali e le ZTL, in modo che Catania possa raggiungere in pochi anni i livelli
di mobilità sostenibile delle più moderne città europee. Oggi sembra
fantascienza ma, con una giusta programmazione e una buona dose di coraggio da
parte dell’Amministrazione, unita ad un continuo dialogo con gli altri enti ed
istituzioni correlate al settore della mobilità, questo obiettivo sarà
raggiungibile in molto meno tempo di quanto si possa immaginare. Tra i progetti
già approntati negli scorsi mesi dal mio assessorato e dal gruppo di lavoro, che
saranno resi esecutivi non appena interverranno i relativi finanziamenti, vi
sono quelli inerenti all’utilizzazione del parcheggio scambiatore “Due
Obelischi” e all’istituzione di una linea di trasporto pubblico con corsie
protette che collegherà in 25 minuti tale parcheggio con Piazza Stesicoro (c.d.
Bus Rapid Transit). Un primo risultato immediato è comunque già stato raggiunto:
finalmente a Catania si è acquisita la giusta sensibilità per considerare la
mobilità come la sfida più importante, insieme a quella relativa
all’Urbanistica, per cambiare realmente il volto della nostra Città.”
Ha qualcosa da consigliare alla nuova
Giunta?
“Ovviamente salta all’occhio che, per amministrare, bisogna avere
conoscenza approfondita dei meccanismi della burocrazia. Io, pur avendo una
preparazione professionale riguardante proprio la gestione di sistemi complessi,
ho impiegato qualche mese prima di coniugare i regolamenti, le procedure e le
risorse umane. Ritengo che sia questo il nodo strategico di cui i nuovi
assessori dovranno tenere conto, perché tutta l’azione di un amministratore può
essere vanificata nel momento in cui uno di questi fattori si inceppa.
Mi sembra comunque doveroso fare un appello al rispetto del lavoro fatto da
tutti noi predecessori, al fine di continuare, recuperare e valorizzare tutto
ciò che è stato progettato per il miglioramento del sistema Città. Per il resto,
rimango convinto che la nuova Giunta sarà all’altezza dell’arduo compito anche
se, inizialmente, dovrà spendere un po’ di tempo per prendere confidenza con
questa complicata macchina, prima di poter operare concretamente.
Auguro, comunque, alla nuova squadra buon lavoro e alla Città di continuare a
collaborare per la propria rinascita attraverso un’azione di stimolo e di
vigilanza costruttiva.”
Quali progetti ha per il
futuro? E in politica è un addio o un arrivederci?
“Dal giorno successivo alla fine del mio mandato, ho ripreso a pieno ritmo la
mia attività professionale e imprenditoriale. Sono dottore commercialista e da
oltre 20 anni, oltre ad esercitare la libera professione, ho una mia scuola di
formazione per laureati in facoltà economico-giuridiche, con sede a Roma e
operante in tutta Italia. Ho tuttavia già ribadito la mia volontà nel continuare
ad essere presente nella Città e per la Città e, se ci sarà ancora bisogno di
dare una mano, io non mi tirerò certo indietro. Non è certo una carica politica
che fa la differenza.”
(P.S.: chi volesse porre domande o chiedere chiarimenti al Dott.
Scalia, può inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica:
antonio.scalia@mixernet.it )
Antonio Scalia